Ottenuto dall’estrazione liquida del frutto omonimo, il succo di melograno è una bevanda rinfrescante e ricca di nutrienti altamente energetici (sali minerali e vitamine) molto utilizzata anche in ambito fitoterapico.

Il succo di melograno fatto in casa

Oltre che per essere semplicemente bevuto, questo alimento costituisce un ingrediente di base per granite, gelati, sorbetti e dessert di vario genere, il cui sapore viene influenzato dalle caratteristiche organolettiche del prodotto.

Una sua particolarità è quella di essere completamente privo di colesterolo e molto povero di fibre in quanto la sua frazione edibile è rappresentata quasi esclusivamente da zuccheri solubili, da vitamine e da minerali (prevalentemente potassio) disciolti in acqua (86%).

Grazie alla notevole concentrazione di composti fenolici, il succo di melograno è in grado di svolgere un’efficace azione anti-ossidante nei confronti dei radicali liberi circolanti, comportandosi come un prezioso alleato per migliorare le prestazioni metaboliche dell’organismo, rallentando i processi d’invecchiamento cellulare (scopri di più sulle proprietà benefiche del succo di melograno)

Il contenuto di vitamina C è piuttosto consistente ma, per mantenere inalterate le sue proprietà nutrizionali, presuppone l’assunzione di succo fresco e non conservato.

Pertanto è sempre preferibile consumare il prodotto fatto in casa, anche tenendo conto che la procedura risulta estremamente semplice e che il risultato finale è ottimo.

È risaputo che il melograno è un frutto molto particolare, essendo formato da un insieme di bacche rivestite da un esocarpo esterno di natura coriacea, il cui ruolo è quello di proteggere il contenuto evitando che si schiacci.

All’interno di questo resistente guscio sono presenti da 500 a 600 piccole bacche chiamate arilli, ricchissime di potassio e fosforo.
Esse inoltre si caratterizzano per l’elevata quantità di elementi benefici per il trofismo della flora batterica intestinale.

Come fare il succo di melograno: la ricetta

Il succo di melograno si ottiene per spremitura a freddo delle bacche, utilizzando una procedura che utilizza appunto uno spremitore manuale, differente dalla centrifuga oppure dall’estrattore che consentono invece di produrre un estratto.

La spremuta di melograno è molto più nutriente degli arilli mangiati interi, in quanto in essa sono concentrati tutti i principi nutrizionali utili all’organismo, mentre mancano le componenti indigeribili.

Per ottenere circa 125 millilitri di succo, che corrispondono al contenuto di un bicchiere di medie dimensioni, è necessario spremere un frutto del peso approssimativo di 250 grammi, dato che la sua parte commestibile arriva al 50-55%.

Per la preparazione di un buon quantitativo di succo è quindi consigliabile poter disporre di almeno 4 frutti, avendo cura di scegliere quelli più polposi e arrivati al giusto grado di maturazione.

Può essere utile anche scegliere singole melagrane del peso di 400 grammi, che offrono le migliori garanzie di un elevato contenuto di succo per le notevoli dimensioni dei semi.

Essendo rivestiti da un pericarpo piuttosto consistente, può risultare difficoltoso rendersi conto delle reali condizioni di maturazione dei frutti.

Un valido metodo per testare il loro stato è quello di comprimerne leggermente la parte centrale (che è quella più morbida), per capire se il turgore interno è tale da confermare una giusta maturazione.

Un frutto maturo, e quindi adatto alla spremitura, deve infatti presentare una tensione della buccia di media intensità, che corrisponde al volume degli arilli ripieni di succo.

La prima operazione da effettuare è quella di lavare accuratamente le melagrane, servendosi di uno spazzolino, per eliminare del tutto qualsiasi residuo di polvere o terriccio presente sulla buccia.

È necessario asportare preventivamente la robusta corona posizionata al polo opposto del picciolo, in modo tale da liberare il frutto da tutte le parti coriacee che potrebbero impedire la spremitura.

Dopo averlo tagliato a metà si appoggiano le due parti del frutto su un apposito attrezzo spremitore, che può essere di varie tipologie.

Quelli manuali, realizzati solitamente in plastica, sono forniti della classica protuberanza posizionata su un supporto dotato di filtro che blocca i residui solidi (bucce e semi), lasciando defluire nel contenitore soltanto il liquido.

Una variante tecnologicamente più perfezionata è costituita da attrezzi metallici che, per mezzo di meccanismi a guida, sono in grado di potenziare la forza della spremitura diminuendo lo sforzo.

Sono disponibili anche dispositivi a torchio, le cui prestazioni si collocano in una fascia intermedia tra quelli precedenti, e che trovano impiego nei bar.

È possibile, anche se non consigliabile, frullare gli arilli, dopo aver asportato completamente le parti bianche dei frutti, a causa del loro gusto estremamente amaro; in questi casi è preferibile filtrare il succo attraverso un colino.

Con tale metodo il succo contiene anche particelle sminuzzate di semi e pertanto il suo sapore viene alterato, diventando tendenzialmente più amaro e acidulo.

Qualsiasi possa essere l’apparecchio utilizzato, il segreto per ottenere un succo di melograno di ottima qualità dipende dal grado di maturazione dei frutti in quanto quelli acerbi sono particolarmente aspri per l’elevata concentrazione di tannini.

Succo di melograno con centrifuga o con estrattore

Il colore rosso vermiglio dei chicchi del melograno dipende dall’elevata concentrazione di flavonoidi in essi contenuta, responsabili tra l’altro del benessere dei vasi sanguigni e del cuore.

Anche le vitamine e i minerali, che contribuiscono a regolare la secrezione degli ormoni, sono importanti costituenti della polpa degli arilli.

• Per mantenere intatti i loro requisiti organolettici, tutte queste sostanze devono venire assunte fresche ed è quindi preferibile preparare personalmente il succo di melograno servendosi della centrifuga.

Per utilizzare questo metodo è necessario sgranare il frutto mediante una semplice procedura: dopo averlo tagliato al centro, è sufficiente sbattere con forza le due metà su una superficie dura (tavolo oppure tagliere), fino a che tutti gli arilli non si siano staccati dal pericarpo.

Inseriti i chicchi nel vassoio di riempimento si può azionare la centrifuga, dopo aver impostato la velocità desiderata (è sempre meglio optare per un valore medio-basso per evitare che la sottile buccia degli arilli si disintegri del tutto).

Nella caraffa di raccolta si viene quindi ad accumulare il succo che, per una migliore riuscita, dovrebbe rimanere a riposo per qualche minuto.

Anche se il suo sapore è particolarmente gradevole, è possibile aggiungere al melograno anche una mela oppure qualche acino di uva nera, per preparare una bevanda più densa e cremosa, abbastanza simile a un frullato.

Bisogna tenere conto del fatto che con la centrifuga alcune sostanze nutritive vanno perdute a causa dell’elevata velocità di rotazione dell’apparecchio.

• Gli estrattori di succo di melograno sono apparecchi che funzionano a freddo, dato che durante il procedimento di lavorazione non viene alterata la temperatura del prodotto.

Per sgranare il frutto è sempre consigliabile tagliarlo con quattro solchi verticali che ne consentono la separazione in spicchi abbastanza voluminosi da permettere alle dita di rimuovere facilmente gli arilli.

Se il melograno è giunto a perfetta maturazione, la buccia esterna può essere asportata senza fatica, per lasciare scoperti i chicchi che vanno quindi introdotti nell’estrattore.

In commercio esistono varie tipologie di apparecchi di differenti forme e dimensioni; per un impiego non professionale può essere sufficiente servirsi di un modello basic, costituito da un contenitore (in plastica alimentare priva di BPA oppure in metallo) completo di coperchio.

Il boccale dell’estrattore è fornito di un dispositivo che, grazie alla sua chiusura ermetica, permette di separare la parte liquida (succo) da quella solida (buccia e semi), per realizzare una bevanda priva di particelle in sospensione.

Secondo le più recenti linee guida, l’uso dell’estrattore contribuisce a spremere completamente gli arilli, ottenendo così tutti gli elementi utili alla salute del corpo (nella parte più dura dei chicchi sembra infatti che siano concentrate le principali sostanze anti-tumorali).

Il principale vantaggio derivante dalla preparazione di succo fresco di melograno dipende dalla conservazione di tutti i principi attivi del frutto, in grado di garantire prestazioni ottimali per il benessere dell’organismo.

Come conservare il succo di melograno

Il modo migliore per conservare il succo di melograno che non viene consumato è quello di riporlo in un contenitore in vetro a chiusura ermetica e poi di lasciarlo in frigorifero per non più di 3 giorni.
Previo congelamento, la bevanda può mantenersi fino a 3 mesi nel reparto freezer.

Tenendo conto che i processi ossidativi incominciano a verificarsi già dopo poche ore dalla sua preparazione, è comunque sempre consigliabile bere il succo di melograno fresco e appena preparato.

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